  “Gesù si rivolge al Padre raccontando la sua vita terrena”

 

Mario Luzi, quei versi oltre la vita

 

Padre mio, mi sono affezionato alla terra quanto non avrei creduto. 

 

È bella e terribile la terra. 

 

Io ci sono nato quasi di nascosto, ci sono cresciuto e fatto adulto in un suo angolo quieto, tra gente povera, amabile e esecrabile.

 

Mi sono affezionato alle sue strade, mi sono divenuti cari i poggi e gli uliveti, le vigne, perfino i deserti.

 

È solo una stazione per il figlio Tuo la terra, ma ora mi addolora lasciarla e perfino questi uomini e le loro occupazioni, le loro case e i loro ricoveri mi dà pena doverli abbandonare.

 

Il cuore umano è pieno di contraddizioni ma neppure un istante mi sono allontanato da te.

 

Ti ho portato perfino dove sembrava che non fossi o avessi dimenticato di essere stato.

 

La vita sulla terra è dolorosa, ma è anche gioiosa: mi sovvengono i piccoli dell'uomo, gli alberi, gli animali.

 

Mancano oggi qui su questo poggio che chiamano Calvario. 

 

Congedarmi mi dà angoscia più del giusto. 

 

Sono stato troppo uomo tra gli uomini o troppo poco?

 

Il terrestre l'ho fatto troppo mio o l'ho rifuggito?

 

La nostalgia di te è stata continua e forte, tra non molto saremo ricongiunti nella sede eterna.

 

12 aprile 2009